di Olympe de Gouges

(1792 – Francia)

a cura di Udi Romana “La Goccia”
Traduzione a cura di Caravan Edizioni

Collana Segnavia
aprile 2013
pp.48 – 12×16,8 cm
€ 3,50
ISBN 978-88-9671-708-0

“Uomo sei capace di essere giusto? È una donna che ti pone la domanda; tu non le toglierai almeno questo diritto. Dimmi? Chi ti ha dato il sovrano diritto di opprimere il mio sesso? La tua forza? I tuoi talenti? Osserva il creatore nella sua saggezza, guarda la natura in tutta la sua grandezza, alla quale sembri volerti avvicinare, e dammi, se ne hai il coraggio, l’esempio di questo impero tirannico. Guarda gli animali, consulta gli elementi, studia i vegetali, (…) cerca, fruga e distingui, se lo puoi, i sessi nell’economia della natura. Dovunque li troverai confusi, dovunque essi coopereranno armoniosamentea questo capolavoro immortale.”

Nel 1791 viene pubblicata la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina: diciassette articoli, come quelli della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, nei quali si affermava l’uguaglianza totale dei diritti dell’uomo e della donna. Olympe de Gouges, ghigliottinata per aver denunciato gli eccessi della stessa rivoluzione, insieme a molte altre donne fu una delle prime a sostenere la libertà di espressione, l’uguaglianza di genere e l’introduzione del divorzio. Questo testo fu a lungo ignorato, alcuni estratti furono pubblicati nel 1840, la prima versione completa uscì in Francia solo nel 1986.

 Olympe de Gouges è stata una drammaturga francese che visse durante la rivoluzione francese. I suoi scritti femministi e abolizionisti ebbero grande risonanza. Nel 1788 pubblicò le Riflessioni sugli uomini negri in cui prendeva posizione contro la schiavitù, e nel 1791 la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina in cui dichiarava l’uguaglianza politica e sociale tra uomo e donna. Nel 1793 fu ghigliottinata perché si era opposta all’esecuzione di Luigi XVI e pare avesse attaccato il Comitato di Salute Pubblica. Con la sua morte si avvia non solo la repressione spietata di ogni dissidenza, ma un’involuzione libertaria, il tutto dovuto allo stato di guerra ormai permanente posto in essere dalle potenze alleate e controrivoluzionarie (Prussia, Inghilterra, Austria e Russia).

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