Hélia Correia attraverso una scrittura materica e al contempo lirica racconta una storia di superstizione e povertà che via via si fa magica e fra le trame di una cronaca dai tratti impressionistici la scrittrice fila una favola azzurra e universale come l’oceano.

Nonostante la fama di grandi navigatori, racconta Hélia Correia, nella seconda metà dell’Ottocento per la maggior parte dei portoghesi il viaggio più lungo era quello che andava, tutte le domeniche, dalla propria casa alla chiesa. Ma il destino del giovane Moisés Duarte guardava ben più lontano. Nato in un povero paesino della provincia, Moisés incontra per la prima volta il mare nei racconti dello zio giunto dalla cittadina di Leiria per il funerale della nonna. Da allora Moisés non smette di pensare a quest’immensa distesa d’azzurro, di immaginare il canto soave delle sirene.
È allora che la madre gli confessa che questa sua passione è forse la conseguenza del sortilegio che ha permesso alla donna sterile di rimanere incinta di Moisés immergendosi nelle acque di un fiume.
Così il ragazzo accetta la proposta dello zio e parte alla volta di Leiria, non sapendo che la costa è ancora molto lontana dalla città.
Durante mesi di duro lavoro la sua assorta e mansueta estraneità nel groviglio delle invidie e delle malelingue cittadine gli attira addosso inimicizie e sospetti. E alla fine Moisés scappa, stremato, nel tentativo disperato di riuscire finalmente a raggiungere il mare, a incontrare le sue sorelle sirene.

Hélia Correia, nata nel 1949 a Lisbona, è una delle voci femminili più importanti della letteratura portoghese contemporanea. Laureata in filologia romanza, con un master in Teatro classico, nel 2001 ha vinto il Pen Club con il romanzo Lillias Fraser, tradotto in italiano nel 2009. Ha pubblicato tra le altre cose, O separar das Águas (1981), Soma (1987), A fenda erótica (1988), Adoecer con cui ha vinto il premio Inês de Castro nel 2010.

Pp. 96 • € 9.50 • ISBN 978-88-9671-704-2

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