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Nel 1884 Anna Maria Mozzoni scrive l’opuscolo Alle fanciulle, diviso nei due capitoli Alle fanciulle che studiano e Alle figlie del popolo, dove spiega alle giovani, qualunque sia la loro condizione sociale, perché sia fondamentale per il benessere delle generazione a venire impegnarsi nella battaglia emancipazionista e più in generale per il riconoscimento e la tutela dei diritti dei più deboli di fronte a quello Stato, l’Italia, appena nato. Sono le donne, madri anche di quegli uomini che le opprimeranno, a dover combattere unite per una società equa.

 

 

 

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Anna Maria Mozzoni (Milano 1837 – Roma 1920) è forse la figura più importante della vita politica italiana e internazionale fra Otto e Novecento. Il suo impegno teorico, civile, politico disegna una biografia di grandissima vitalità, fatta di scritti, confronti e studio. A 27 anni scrisse la sua opera più importante, La donna e i suoi rapporti sociali. Ha tradotto il libro di Stuart Mill La servitù delle donne, considerato la bibbia del femminismo. Ha scritto e diffuso con tenacia le proposte contro le discriminazioni, anticipando di molto i tempi delle battaglie delle donne nel ‘900.

 

 

 

Anna Maria Mozzoni
Alle fanciulle e alle figlie del popolo
2015 | Pp. 38 | € 3.50
ISBN 978-88-9671-720-2

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